Dopo il fuoco
Insieme al Prof. Francesco Bertolini abbiamo proposto all'isola una risposta — e finanziato per prima cosa uno studio dell'Università Bocconi (Milano), presentato al sindaco di Rodi. Dalla fine del 2025 è in corso la prima fase sperimentale: i droni distribuiscono 3,3 milioni di semi su 100 ettari — esclusivamente specie endemiche, nella massima varietà possibile. Finanziata dal Comune di Rodi, da noi e da altre aziende.
L'idea alle spalle è più grande del progetto pilota: se si riuscirà a dimostrare che le aree bruciate possono essere riforestate con i droni in modo economicamente sostenibile, l'Unione Europea e lo Stato greco dovranno finanziare il resto della superficie perduta.